Questo è il primo post completamente mio, gli altri li ho scopiazzati da altri blog o riviste on-line.
Ho la necessità di scrivere perchè mi sono reso conto che c’è tantissima gente che parla di guerra e neanche sa di cosa sta parlando. Tanto per cominciare la guerra è l’espressione ultima di una pianificazione fatta a tavolino una volta che la politica non ha concluso nulla.
Non sto ad enumerare ed enunciare tutte le fasi, ci sarebbe solo per questo un trattato da scuola di guerra ma a grandi linee si fà così :
A) chi è l’avversario?
B) comè la sua difesa?
C) quali sono i nostri obiettivi?
e così via fino a non avere più domande.
2° fase, si mandano i reparti speciali a dare un’occhiata sul posto. Non immaginatevi colonne di soldati che marciano in fila per 8 e si fermano al distributore di benzina a chiedere informazioni.
I reparti speciali sono composti da 1 massimo 2 individui super addestrati alla sopravvivenza, geni dell’elettronica, assassini silenziosi, ombre nel giorno (non nella notte).
Neanche il miglior film può dare un’idea di chi sono quegli uomini senza volto, Rambo in confronto è un pupetto!
Questi uomini restano sul campo fino alla fine delle operazioni, sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Possono entrare e uscire dal territorio come e quando vogliono, per cielo, mare, a piedi, in auto, su cavallo o come cavolo gli pare. c’è una storia bellissima di un SAS inglese che ha percorso 300 km a piedi nel deserto prendendo in giro gli inseguitori. Uscito da Bagdad è andato in Giordania, guardatevi la cartina e vi fate un’idea.
Torniamo a casa. le informazioni ricevute dagli “occhi” vengono di nuovo elaborate fino a che il piano è finito. Dal giorno nel quale si è deciso di cominciare sono passati almeno 3 mesi. I preparativi per muoversi possono prendere altri 3 mesi, la logistica è fondamentale per un esercito che si muove, essa comprende anche il tipo di munizioni da trasportare (decise in base alla missione).
In tutto questo tempo gli speciali stanno operando sul campo, minando postazioni Radar, stazioni radio, depositi di munizioni, ponti, linee elettriche etc etc. Insomma preparano tutto per quando sarà il momento.
Mi fermo qui,



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ciao Bisquì,
mi fai capire?
saluti.
Ciao Musicisti,
non è un inno alla guerra, metto al corrente di “come si fà”. Troppi strafalcioni e distorzioni, sapendo i metodi sarà più facile capire che eesere soldati è una responsabilità non una scampagnata tra cacciatori. I biechi assassini bisogna cercarli altrove.
Musicisti, leggi pure al #14 del post precedente.
Mi strappi un sorriso, quando porli di preparazione e logistica vai benissimo, poi non so se la tua è una visione romantica o cinematografica dei corpi speciali ma non è proprio così.
Ciao : ))
lo so Oti ma come spiegare a chi non ha un minimo di conoscenza cosa fanno e come si muovono i ghost o le sas?
Un Saluto veloce.
vado a nanna… certo che loro e lo Zio Sam vegliano su di me ;)
Ciao!
Ciao bello
sai come la penso, il mio è un problema con le guerre in generale.
poi sono convinto, per quanto riguarda l’iraq, che i nostri ragazzi sono sicuramnte più preparati psicologicamnte e come atteggiamento generale da tenere sul campo rispetto a molti giovani americani buttati nella mischia. 2000 sono ormai i morti. non si poteva evitare? penso che in altri casi la politica abbia cercato ogni via per evitare la guerra, nel caso dell’iraq no. per questo sono contro questa guerra, penso non si sia fatto abbastanza per evitarla. penso che a qualcuno faceva comodo imbarcarsi in questa imprese e non abbia fatto bene i conti.
un’altro mio problema è con le mine. quando sento parlare di mine mi si gela il sangue.
“Si stima che al mondo ci siano oltre 100 milioni di mine inesplose.
Ogni 20 minuti una persona è vittima dell’esplosione di una mina.
Nei conflitti di oggi più del 90 % delle vittime sono civili.
Ogni anno nel mondo migliaia di donne, di bambini e di uomini inermi
sono vittime della guerra.
Un terzo delle vittime sono bambini al di sotto dei 14 anni”
Una mina anti uomo è una mina anti bambino.
La tua visione dei militari come professionisti è sicuramente giusta ed attuale, ma per me dovrebbero essere solo ed esclusivamente professionisti di pace, mai di guerra.
credo comunque di aver capito l’obbiettivo del tuo post e credo che questa frase del generale americano W.T.Sherman ti troverà d’accordo:
“ci sono molti ragazzi che guardano alla guerra come fosse solo gloria,ma ragazzi, è un’inferno.Voi potete trasmettere questo avvertimento alle generazioni future.
Io guardo alla guerra con orrore”.
pace a te.
Corretto musicisti, correttissimo. D’altra parte il fascino del guerriero senza macchia e senza paura chi non l’ha avuto o subito?
Oppure quello del cavaliere neso, cattivissimo?
E’ ora di tornare con i piedi perterra e capire che qui non ci sono nè i 7 samurai nè Tex Willer ma ci sono persone normali che volenti o nolenti si ritrovano a fare l’ultima cosa che vorrebbero.
sempre impegnato nella politica tu ehhh….
ciao buona giornata a te…..
un bacio
“si ritrovano a fare l’ultima cosa che vorrebbero”
e chi li obbliga?
grandissimo fratellone!
ma , ahimè, spiegare come è la realtà della guerra non serve a chi non vuole comprendere la realtà della vita civile….
un mau constatante
o la realtà in genere…
mau
Mind, una volta hai detto “se l’Italia fosse invasa, sarei il primo ad imbracciare il fucile”. Come te in giro per il mondo c’è tanta gente.
Adesso partendo dal presupposto della tua affermazione, non dovremo avere un esercito. E nel caso ci invadono? O c’è una calamità.
Ti ricordo che il militare è sottoposto ad un codice chiamato codice penale in tempo di pace che diventa “di guerra” in tempo di guerra.
Non partire significa andare davanti alla corte marziale. Tu e gli altri pacifisti, scendereste in piazza a manifestare a favore di un disertore?
Questa è la seconda domanda :
Credi che i militari anelino ad andare in guerra o pensi che come tutte le persone normali aspirino a vivere in santa pace?
Penso che subire un’invasione sia diverso. E’ normale che la difesa della propria terra (o patria, come preferite usare voi) giustifichi il contravvenire ad un pacifismo ed un principio di fratellanza. Ma invadere una nazione dall’altra parte del globo, che non ha minacciato ne te ne la tua terra è un’azione volontaria e deliberata. E, parliamoci chiaro, più che ben remunerata. E allora se in nome di un lauto stipendio sei disposto ad ammazzare degli sconosciuti, vorrà dire che se ti becchi una pallottola in mezzo agli occhi sei stato sfortunato. Pazienza. Io non ti piangerò. E te lo dico con cognizione di causa, mio cugino ci stava rimanendo. E so perchè ci era andato lì. E non me lo sarei pianto.
Scendere in piazza x un disertore, per una persona che ha rifiutato di andare a sparare chi non gli ha fatto niente? E quanti ne vuoi in piazza? un milione? basta chiedere.
Mind,
Un soldato in Irak guadagna meno di un civile delle ONG.
Comunque dalla tua risposta si capisce :
A) non vuoi un esercito che ti difendi
B) preferisci intervenire da solo, senza nessun addestramento
C) non farai mai manifestazioni a favore di soldati che si rifiutano di eseguire un ordine
Mind, non ho parole. Prova te a pensare cosa hai detto che se lo dico io è sicuramente sbagliato
1) Ottimo inizio.
2) Nessuno capisce nulla di guerra in Italia. Per spiegare il tuo concetto puoi ricorrere al pluricitato adagio clausewitziano: la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi.
3) Diciamo che tu spieghi la tattica, al massimo la fase operativa. Secondo me la parte più importante è quella strategica: se la strategia di una guerra non ha senso, allora puoi vincere sul campo, ma perderai dopo.
Comunque, ottimo inizio, aa.
io a dir la verità ho detto esattamente il contrario. Ho detto che un soldato che non rispetta un ordine (poer questione di coscienza) avrebbe un milione di persone che marciano contro la sua condanna. E questo è certo. Inoltre non ho detto che non voglio un esercito di difesa. Non ne voglio uno di attacco, a differenza è tanta.
non esistono eserciti di difesa o di attacco …
esistono solo eserciti…
ovviamente non puoi capire…
un mau analista militare
Mind,
Mau ha ragione, la differenza è solo nell’uso non nel concetto.
Per risponderti, non mi sembra che qualcuno qui in Italia abbia preso posizione per gli elicotteristi andati sotto la corte marziale.
Una svista?
2 twins,
La strategia la spiegherò alla fine. Una volta espressi i concetti militari puri. La tattica è una conseguenza del volere politico.
Essere pronti alla guerra ,è il miglior modo di preservare la pace — nn ricordo chi lo disse ma di sicuro concordo.
SUN TZU e l’arte della guerra il mio libro preferito ,leggendolo si capisce bene che anche il quotidiano è una guerra ,x cui devi usare la giusta strategia x ottenere quello che desideri.
1.
La guerra è di somma importanza per lo Stato: è sul campo di battaglia che si decide la vita o la
morte delle nazioni, ed è lì che se ne traccia la via della sopravvivenza o della distruzione. Dunque è
indispensabile studiarla a fondo.
2.
Considerarne perciò gli aspetti fondamentali, e analizzali mediante i sette criteri di valutazione. Così,
potrai definire la tua strategia.
3.
Il primo degli elementi fondamentali è il Tao; il secondo è il clima; il terzo è il terreno; il quarto è il
comando; il quinto è la dottrina.
-Tao = definito anche la “via diretta”; con questo termine Sun zu, tende ad indicare la forza morale e
il prestigio del governo ed, in particolare, di un sovrano.
4.
Col termine Tao, intendo tutto ciò che induce il popolo ad essere in armonia coi suoi capi, per la vita e
per la morte, sfidando anche il pericolo estremo.
5.
Col termine clima, intendo l’azione complessiva delle forze naturali: il freddo in inverno, la calura in
estate e la necessità di condurre le operazioni in armonia con le stagioni.
6.
Col termine terreno, intendo le distanza, e se il territorio da percorrere è agevolo o arduo, se è ampio
o ristretto, e le eventualità di sopravvivenza o di morte che offre.
7.
Col termine comando, intendo le qualità di saggezza, rettitudine, di umanità, di coraggio e di severità
del generale.
8.
Col termine dottrina militare, intendo l’organizzazione e il controllo, la nomina di ufficiali adeguati al
grado, ossia la gerarchia, e la gestione dei mezzi di sussistenza necessari all’esercito, ossia la
logistica.
Crusade