Nella mattinata del 16 novembre, nel villaggio di Udkeil, situato nella parte orientale di Kabul si è svolta una semplice cerimonia per inaugurare l’ultimo dei sette pozzi d’acqua realizzati dal contingente italiano negli scorsi cinque mesi trascorsi in Afghanistan.Il primo pozzo è stato costruito nel villaggio di Paktiakot, gli altri nel villaggio di Habdool Raoof, in quello di Famìlia Accademìa, all’interno dell’orfanotrofio “Tahai Maskan” e tre nel villaggio di Udkeil, tutti insediamenti alle porte di Kabul.Il Malek di Udkeil, una sorta di capo-villaggio, ha detto: “La disponibilità di acqua in questa zona di Kabul è una risorsa assai preziosa. La popolazione è abituata a percorrere molti chilometri di strada per raggiungere un pozzo d’acqua e raccoglierne una quantità sufficiente per qualche giorno. Questo è il regalo più grande che i militari italiani potessero fare. Oggi molte famiglie afgane possono godere di quel preziosissimo bene che è l’acqua”.
Dal canto suo, il colonnello Gerardo Restaino, vicecomandante del contingente nazionale, presente alla cerimonia, si è detto molto soddisfatto dei risultati conseguiti in questo settore dai militari italiani.Il contingente italiano, strutturato su base brigata Taurinense, ha distribuito una notevole quantità di aiuti umanitari e di materiale didattico: banchi, cattedre e lavagne alle scuole; cisterne per l’acqua; macchine da cucire per le donne di Kabul; scarpe e vestiti per migliaia di persone; apparecchiature radiologiche per l’università di Kabul; un campo sportivo polivalente per uno dei tanti orfanotrofi della capitale.
Fonte: Kabul Multinational Brigade
Nassiriya, l’Ariete cerca e distrugge armi e munizioni
Durante l’operazione denominata ‘Search and Destroy’, venerdì 11 novembre a Nassiriya è stato rinvenuto un ingente quantitativo di armamento e munizionamento in discreto stato di conservazione. Tra il materiale recuperato: tre missili contraerei Sa-7, cinque lanciatori tipo Rpg-7, tre mortai da 60 mm, circa 200 razzi e 44 bombe da mortaio. Il materiale è stato stoccato in appositi contenitori situati all’interno di Camp Mittica in attesa di essere distrutto dal team Eod (Explosive Ordnance Disposal, in italiano Bonifica ordigni esplosivi) inglobato nella componente genio della Italian Joint Task Force Iraq (It-Jtf-Iraq) a guida brigata corazzata Ariete.
L’operazione è stata preceduta da una capillare e intensa attività di intelligence messa in atto dal It-Jtf-Iraq nel territorio di al-Islah, centro abitato dislocato a circa 35 chilometri a nord-est di Nassiriya. Fondamentale per la riuscita dell’operazione è stata la stretta collaborazione tra gli artificieri della task force ‘Bravo’ (responsabili del riconoscimento, recupero e successiva distruzione) e i bersaglieri della task force ‘Alfa’, che hanno garantito la sicurezza all’intero dispositivo durante l’operazione.
Decisamente soddisfatto il generale di brigata Roberto Ranucci, comandante della It-Jtf-Iraq, per il risultato conseguito dalla ‘Search and Destroy’. Nel corso del de-briefing successivo alla operazione, Ranucci si è felicitato per l’eccellente coordinamento e la grande professionalità delle componenti dei bersaglieri e dai guastatori dell’Ariete.
Fonte: Stato Maggiore Difesa



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ottime notizie, per versi differenti, ma ottime, dici che i sinistri apprezzeranno? Io non credo avranno il coraggio di dire che se abbiamo fatto i pozzi dell’acqua è perché vogliamo prenderci altri pozzi.
Per Nassirja lasciamo perdere, perché lì proprio non ragionano.
Ciao
Ciao Bisqui, non ho la tua mail quindi ti ho mandato quello che ti serviva con un messaggio di splinder.
Buona giornata.
Lodevole, l’iniziativa del pozzo.
Quanto alla situazione afghana, la dice lunga il fatto che Karzai abbia preso contatti col mullah Omar per cercare un accordo, al fine di rendere un minimo governabile il paese.
Si Eugenio, non è il primo. Molte delle infrastrutture sono opere recenti fatte dai nostri Militari.
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Fallo è una notizia da conoscere
Bisquì